C'è un luogo, uno spazio, in cui ci si connette alla fonte.
La maggior parte della gente è troppo intorpidita e distratta per interrogarsi su di essa e cerca la felicità dove non la troverà mai.
Altri ne colgono l'esistenza ma pigramente attendono e rimandano per tutta la vita il momento in cui farne esperienza.
Solo pochissimi sanno, per esperienza diretta, ciò di cui sto parlando ed ancora meno sono coloro che ne traggono nutrimento regolarmente.
Strano che l'essenza di ogni cosa sia cosi vicina e così lontata allo stesso tempo.
Se tutti la cogliessimo...
Vivremmo il paradiso su questa terra.
Proteggeremmo ogni essere umano e animale, vedendo in esso la manifestazione vivente di quel principio da cui ognuno prende momentaneamente energia per poi doverla, un giorno, restituire.
Mentre siamo in vita abbiamo la preziosa opportunità di sperimentare la connessione con tutto.
Siamo una identità in flusso.
È come se la natura avesse creato dei punti di consapevolezza per poter ammirare e sperimentare se stessa in una miriade di modi differenti.
Alla nascita però, non ricordiamo che siamo parte di un tutto inseparabile come un onda è parte dell'oceano.
Siamo in preda all'illusione di essere separati dal resto.
E per questo proviamo desiderio di possedere e prendere e avversione e paura e uccidiamo. Noi stessi.
Come se una mano impugnasse un'arma e facesse saltare l'altra, noi, a causa di una fondamentale ignoranza, quando uccidiamo, uccidiamo noi stessi e non ce ne accorgiamo.


Ultimi commenti